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23-24 Novembre 2020
wine2wine
Attilio Scienza

Attilio Scienza

Attilio Scienza

Attilio Scienza

Professor at University of Milano
Chief Scientist at Vinitaly International Academy

Professore Ordinario all’Università degli Studi di Milano, insegna Miglioramento Genetico della Vite al DiSAA e Viticoltura di Territorio al Corso di laurea magistrale inter-ateneo nella sede di Asti. È stato responsabile di molti progetti di ricerca nazionali nel campo delle tecniche colturali della fisiologia e della genetica della vite.È autore di oltre 350 pubblicazioni scientifiche su riviste, atti di convegno, manuali e monografie sia nazionali che internazionali prevalentemente dedicati alla vite e alla viticoltura. È anche autore di 23 libri in lingua italiana ed inglese su argomenti soprattutto legati alla cultura ed alla civiltà del vino. È stato Direttore generale dell’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige dal 1985 al 1991. È Accademico ordinario dell’Accademia Italiana della Vite e del Vinoe Socio Corrispondente dell’Accademia dei Georgofili. Durante la sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro di ricerca e divulgazione tra cui il Premio AEI per la ricerca scientifica nel 1991, il Premio Internazionale Morsiani nel 2006 e il premio OIV nella disciplina Viticoltura per il miglior libro scientifico su tematiche viticole e della cultura della vite nel 2003, 2008, 2011, 2012 e 2014. Da giugno 2018 Attilio Scienza collabora anche con Vinitaly International come Chief Scientist della Vinitaly International Academy.

"Dall’Etna, i vini del fuoco"

Alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, la regione dell’Etna ha vissuto una vera e propria rinascita che l’ha portata ad essere uno dei territori del vino italiano ora più sviluppati. A partire da quel periodo sono nate numerose nuove cantine, fondate sia da giovani imprenditori appassionati attenti alla qualità e alla valorizzazione del territorio, che da investitori e viticoltori stranieri, affascinati dalla bellezza del paesaggio singolare, dai vigneti terrazzati e dalla magia del vulcano.

La Sicilia entra nella grande storia del Mediterraneo nel VIII secolo a.C., con l’arrivo dei coloni greci e la fondazione della città di Naxos ai piedi dell’Etna. I greci arrivano, e mettono subito in chiaro il ruolo fondamentale che la vite avrebbe rivestito per la zona ponendo un grappolo d’uva su tutte le monete dell’epoca.

In questo seminario il Professor Scienza approfondirà vari aspetti di questa ormai rinomata regione del vino: dalla conformazione del suolo alle peculiarità climatiche, dai vitigni qui coltivati alle caratteristiche dei vini prodotti da esse. In particolare, in questa occasione verranno esplorati gli effetti termici indotti dalla natura vulcanica dei suoli, le varie tipologie di superficie vitata e quindi di DOC presenti, e l’influenza che ogni singolo versante vulcanico sui vitigni autoctoni.

"I vini dei 'vulcani dimenticati'"

Di norma, alla parola “vulcano” si associa l’immagine di una montagna di forma piramidale, spoglia di vegetazione, con la sommità coperta di neve e con un pennacchio di fumo. Sebbene questa sia una tipologia molto diffusa di vulcano, numerose e diversificate sono le manifestazioni di attività eruttiva che provocano la formazione di edifici vulcanici. Solitamente, quando un suolo viene genericamente definito “vulcanico”, si rinuncia a comprendere l’estrema eterogeneità della sua struttura fisica e composizione chimica, e quindi l’influenza che questi componenti hanno sul suolo e conseguentemente sull’espressione qualitativa dei suoi vini.

Nell’immaginario del consumatore, i vini di Terlano, la valle di Cembra, Soave, dei Lessini, dei Colli Euganei, dei Castelli Romani, di Taurasi, del Vultureo e della Gallura non sono considerati “vini dei vulcani”, perché mancano in questi territori le testimonianze classiche che rimandano a questa idea: i coni vulcanici. Eppure, un cono vulcanico non è l’unico elemento che va a testimoniare questo tipo di suolo.

In questa sessione impareremo le differenze tra i vari suoli vulcanici, dai più leggeri a quelli più pesanti ed argillosi; e come le loro caratteristiche si riflettano sulle qualità organolettiche dei vini qui prodotti.

 
 

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