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23-24 Novembre 2020
wine2wine
Lenz Moser

Lenz Moser

Lenz Moser

Lenz Moser

Enologo capo presso Chateau Changyu Moser XV

Nel 2015, Lenz fonda la LENZ M. MOSER PROJECTS con il preciso obiettivo di selezionare un piccolo ma significativo gruppo di progetti innovativi sul vino, nonché di essere d’ispirazione per i propri partner attingendo ai trent’anni di esperienza e di know-how accumulati.

Lenz Maria Moser è la quinta generazione della casa vinicola austriaca Lenz Moser, nonché quindicesimo in linea di successione diretta della casata Moser. Questa famiglia è nel wine business dal 1610, ma il suo nome appare per la prima volta nel 1124 a Rohrendorf, paese d’origine situato nel sud dell’Austria. Lenz ha conseguito un doppio titolo universitario, in Business e in Enologia, presso il famoso istituto austriaco Klosterneuburg. Nonostante questo solido background educativo formale, Lenz attribuisce il maggior merito per la propria comprensione degli aspetti importanti in enologia e nella vita al nonno, l’illustre Professor Lorenz Moser III. Fu lui ad inventare e sviluppare l’ormai onnipresente “Lenz Moser Hocherziehung”, il trellising system che ha rivoluzionato la viticoltura europea.

Lenz muove i primi passi della propria carriera all’interno della famosa cantina austriaca Lenz Moser, dove ha ricoperto il ruolo di General Manager per dieci anni. Nel 1997 gli è stato offerto di affiancare Robert Mondavi come General Manager per l’Europa. Con questo titolo ha fondato il ramo europeo dell’azienda e ha guidato la pionieristica cantina americana per nove anni, fino al suo acquisto da parte del Constellation Group.

Nel 2005 torna alle proprie radici austriache fondando, assieme a due soci, la LAURENZ V. Con questa segue le orme del nonno che, a partire dal 1920, ha contribuito a trasformare il Grüner Veltliner da una piccolo vitigno sconosciuto alla varietà austriaca numero uno. Lenz e i suoi partner sono diventati i moderni ambasciatori del Grüner Veltliner, abbracciando la missione di far arrivare il vitigno simbolo dell’Austria tra i più pregiati vini bianchi del mondo. La seconda attività che lo impegna dal 2005 è il ruolo di CEO per una società di importazione tedesca attiva su dieci paesi europei. È in questo contesto, sempre nel 2005, che conosce le persone di Changyu e ha cominciato a costruire con i leader di questa azienda una stretta relazione professionale. Nel 2015 decidono di collaborare nel progetto Chateau Changyu Moser XV, partnership con l’ambizioso obiettivo di produrre i più importanti e migliori vini dell’intera Cina.

"La crescita dell'industria vinicola cinese influenzerà la domanda di vini europei?"

Lenz Moser parlerà della produzione storica di uno dei grandi mercati vinicoli del mondo, sicuramente un forte fattore di portata globale per il futuro. 

Cercherà inoltre di delineare i possibili sviluppi futuri attingendo dalla propria esperienza di 15 anni in Cina, durante i quali si è occupato di esportare, di importare e – dal 2005 – di produrre vino in Cina, per il paese e per il commercio internazionale.

  • INTRODUZIONE – L’industria vinicola cinese influisce sull’andamento dei vini europei, ma non in maniera negativa. Al contrario, potrebbe costituire una grande opportunità. Negli ultimi 7 anni, l’industria vinicola cinese non è stata fiorente e ha subito anzi una contrazione. In questo c’è però un risvolto positivo sia per le importazioni che per l’industria vinicola nazionale.
  • CALO DELLA PRODUZIONE IN CINA – Il motivo del declino del vino cinese negli ultimi anni: i vini internazionali hanno penalizzato duramente i vini cinesi anche in casa loro per motivi legati a qualità e prezzo.
  • SVILUPPI STORICI – Dalla fine degli anni ’80 al 2012, il mercato ha registrato una crescita a doppia cifra in materia di produzione vinicola nazionale e di vendita dei vini cinesi. Fra il 2013 e il 2017, la stessa crescita ha coinvolto il prezzo e la qualità. A partire dal 2018 questo positivo trend di mercato ha subito una battuta d’arresto che dura ancora oggi: le importazioni sono in surplus, l’industria è in recessione (con pochissime eccezioni). Tuttavia, il vero intoppo per la Cina è che tra le importazioni e la produzione interns vige attualmente una ratio del 50:50. Significa che il vino d’importazione rappresenta il 50% di quello presente sul mercato cinese, mentre 10 anni fa raggiungeva il 90%. Questa sproporzione viene mascherata dal fatto che la Cina riceve comunque massicce spedizioni di merce ancora oggi.
  • FUTURO – Da oggi in avanti: cambiamento nel paradigma dell’industria vinicola cinese con l’obiettivo di correggere il rapporto qualità-prezzo con le importazioni. Resta da vedere se questa campagna avrà successo.
  • PROSPETTIVE PER LE IMPORTAZIONI – Lato positivo: la Cina è un importatore netto di vino, come gli Stati Uniti, e rimarrà tale per il prossimo futuro.
  • DISPARITÀ – Va menzionato un divario presente sul mercato cinese: il Cile, l’Australia e la Georgia hanno accordi di libero scambio con la Cina, quindi zero dazi all’importazione per questi paesi. Questa agevolazione, che ammonta a circa il 15-20%, mette gli altri esportatori di vino in Cina in una posizione di svantaggio.
  • LA REAZIONE DELLA CINA – Portando l’esempio dello Chateau Changyu Moser XV è possibile mostrare come la Cina sta rispondendo alla sfida delle importazioni e come la commercializzazione e le vendite del vino cinese cambieranno nei prossimi 5 anni. Ci si aspettano ad esempio trend verso nuovi vitigni e una preferenza più spiccata per vini bianchi e rosati (attualmente solo il 10% del mercato).
  • RIEPILOGO – Secondo le nostre stime, le importazioni in Cina aumenteranno di nuovo nei prossimi anni, l’industria vinicola cinese affronterà la sfida con i paesi esteri e il tutto porterà a un decollo per il mercato del vino in Cina. La Cina ama il cibo, ama la buona vita e amerà ancora di più il vino, una volta che avrà raggiunto un equilibrio qualitativo tra il vino prodotto in patria e quello importato dall’estero.
 
 

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