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Ferdinando Fiore

Ferdinando Fiore

Direttore di ICE San Paolo

Ferdinando Fiore è nato a L’Aquila nel 1967. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università L.U.I.S.S e in Geografia presso l’Università La Sapienza di Roma, ha pubblicato diversi articoli e ricerche per la Cattedra di Diritti Umani della L.U.I.S.S. Inoltre, ha frequentato un corso di diritto internazionale presso l’Accademia dell’Aja (Paesi Bassi) e diversi corsi di lingua araba in Italia, Marocco e Giordania. Il Dr. Fiore è entrato a far parte di ICE nel 1992. Le sue attività si sono concentrate nella formazione delle PMI e nella cooperazione internazionale. Dal 1997 al 2000 è stato Direttore dell’Ufficio ICE in Giordania, Cisgiordania e Gaza. Nel 2000 è stato Direttore ad interim dell’Ufficio ICE al Cairo, in Egitto. Dal 2000 al 2003 ha prestato nuovamente servizio presso la sede dell’ICE a Roma. Dal 2003 al 2008 è stato nominato Direttore dell’Ufficio ICE di Dubai, Emirati Arabi Uniti, con competenza su Bahrein, Oman e Qatar. Dal 2008 al 2011 è stato Dirigente dell’Ufficio Beni Strumentali della Sede di Roma. Dal 2011 al 2015 è stato nominato per la seconda volta Direttore dell’Ufficio ICE di Dubai. Da novembre 2015 a novembre 2019 è stato Dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo presso la sede ICE di Roma. Da novembre 2019 è Direttore dell’Ufficio ICE di San Paolo del Brasile. Il Dr. Fiore parla correntemente inglese, francese, tedesco, portoghese e arabo.

"Il mercato del vino in Brasile e le proiezioni per il prossimo quinquennio"

(Aumento della domanda, effetto COVID, avanzo dell’e-commerce, opportunità e barriere)

Secondo dati di Euromonitor International, il consumo di vini in Brasile nel 2019 è stato pari a 330,4 milioni di litri (16,9% del mercato latino americano), cifra equivalente a circa 440 milioni di bottiglie da 750ml, di cui il 75% venduto nei canali off-trade (supermercati, negozi specializzati ed affini, online ed offline) ad un prezzo medio di R$ 32,00/bottiglia (7 euro ca. al cambio medio del 2019) ed il 25% nei canali on-trade (bar e ristoranti) ad un prezzo medio di R$ 59,00/bottiglia (13 euro ca. al cambio medio del 2019). In entrambi i casi, il costo medio ex-works è stimato in circa R$ 18,30 (intorno 4 euro al cambio medio del 2019). Le vendite off-trade si sono concentrate prevalentemente nei supermercati (36,3%), nei negozi specializzati (27,9%) e negli ipermercati (19,7%). L’e-commerce ha registrato una partecipazione del 2,9%, confermando il trend espansionistico del canale iniziato nel 2014, quando la partecipazione è stata del 2,2% sulle vendite totali. La maggior parte del mercato riguarda i vini fermi (particolarmente rossi), che rappresentano quasi l’83% del mercato. Le vendite di spumanti rappresentano il 7,8% del mercato. Il mercato è altamente frammentato e guidato dai produttori nazionali. Cooperativa Vincola Aurora, con quota dell’8,2% del mercato, detiene la leadership complessiva in termini di vendite in volume. Altri importanti player brasiliani sono Vinhos Salton (5,8%), Casa De Conti (4,1%) e Vinicola Miolo (3,7%). La cilena Concha Y Toro, assieme alla francese LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton (1,2%), sono gli unici stranieri tra i 10 primi fornitori del prodotto presenti sul mercato. I marchi importati provenienti da Cile, Argentina e Portogallo, emergono come forti concorrenti al prodotto nazionale, con i brasiliani che spesso percepiscono il vino importato come superiore in termini di qualità. Nel 2020, con l’emergenza epidemiologica che ha costretto bar e ristoranti a rimanere chiusi per diversi mesi e la raccomandazione perché le persone evitassero di uscire di casa, il quadro è mutato, facendo sì che il consumo fuori casa calasse, il consumo in generale aumentasse (tra gennaio e settembre, il consumo procapite è salito da 2,13 litri a 2,67 litri, il che rappresenta un aumento pari a quasi una bottiglia per individuo con età superiore a 18 anni), la domanda per le bollicine diminuisse (essendo un prodotto consumato maggiormente in eventi, che sono stati vietati, la domanda è stata fortemente penalizzata dalla pandemia) e l’incremento della partecipazione delle vendite online prendesse forte spinta (le vendite attraverso i canali elettronici sono più che raddoppiate da fine febbraio e inizio maggio, in rapporto allo stesso periodo del 2019). Nonostante la produzione brasiliana abbia beneficiato di più del quadro generato dalla pandemia, pure le importazioni sono aumentate, avendo registrato un incremento del 6,7% tra gennaio ed ottobre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 111,8 milioni di litri a 119,4 milioni di litri e quindi, proiettando per il 2020 importazioni complessive pari a 140,9 milioni di litri, ovvero, circa 188 milioni di bottiglie da 750ml. I principali paesi fornitori sono Cile (47,7%), Portogallo (15,7%), Argentina (14,6%) e Italia (7,6%), Paesi dai quali sono importati vini a costi medi rispettivamente di USD 3,23/bottiglia, USD 3,75/bottiglia, USD 3,95/bottiglia e USD 5,24/bottiglia. Una delle ragioni della minore presenza della produzione italiana in Brasile rispetto a quella portoghese, nonostante l’offerta di oltre 2 mila tipi di vino, di cui più di 400 DOC/DOCG, è il costo medio ex-works superiore al 40% rispetto al costo dei vini portoghesi e quindi, al di sopra della media dei costi che i brasiliani sono propensi a pagare. Il futuro è promettente e le migliori previsioni puntano verso una continua espansione del consumo di vini in Brasile pari al 17% nei prossimi anni, per raggiungere circa 387 milioni di litri nel 2024.

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