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Manifestazione per Brexit

Vino italiano e Brexit: le conseguenze

A più di tre anni di distanza dal referendum che avrebbe dovuto innescarla, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea appare ancora incerta. Essendo il mercato britannico la terza piazza più importante per il vino italiano, i produttori del Bel Paese devono prestare particolare attenzione all’esito delle negoziazioni e agire di conseguenza. Hard Brexit, Soft Brexit, deal, no deal… i possibili scenari sono molti, e per ognuno andrebbe applicata una strategia mirata: quale farà al caso tuo? Scoprilo a wine2wine 2019.

Indipendentemente da un accordo tra Unione Europea e Regno Unito, le conseguenze di Brexit saranno enormi. L’uscita dello UK dall’UE avrà effetti sull’economia, sul commercio, sulla mobilità e molti altri aspetti riguardanti le vite di tutti i cittadini del Vecchio Continente. Lo stesso varrà anche per le aziende di quest’area. Per quanto riguarda l’Italia, sono per la maggior parte le aziende dell’agroalimentare a doversi preoccupare dei risvolti di questa scissione. In particolare dovrebbero essere le cantine, per cui il Regno Unito è ancora uno dei clienti più importanti, a non farsi trovare impreparate.

Il contesto

Tra i prodotti che più potrebbero risentire di un no deal c’è il vino italiano. Nel caso in cui il Regno Unito e l’Unione Europea non trovassero un accordo, le conseguenze di Brexit sarebbero catastrofiche per tanti settori del Made in Italy, ma quello che ne soffrirebbe di più sarebbe l’agroalimentare. Le vendite dei vini, dell’ortofrutta e dei formaggi italiani nel Regno Unito superano i tre miliardi di euro e risultano essere i più apprezzati dai consumatori britannici. Non solo, Dopo gli Stati Uniti e la Germania, con ben 827 milioni di euro nel 2018, il Regno Unito è il terzo mercato di destinazione per i vini italiani (Gambero Rosso). Purtroppo non sono solo positivi i dati che collegano il Regno Unito al vino italiano: dalle elaborazioni dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor risulta che, nei primi otto mesi del 2019, il trend delle vendite del vino italiano si sia ridotto del 2,9%. Il dato preoccupa ancora di più se confrontato con la media generale delle importazioni di vino nello UK, in crescita del 7,3%, e il +16,8% che segna una crescita rilevante del vino francese.

Le conseguenze

In caso di no deal, le conseguenze di Brexit sul settore agroalimentare andranno dalla semplice compilazione di una bolla doganale, a dazi fino al 35%. Dopo una Brexit no deal alcune pratiche come le bolle doganali tornerebbero necessarie. I tempi di sdoganamento andrebbero ad allungarsi, risultando in svariati problemi per i prodotti freschi. I regolamenti tariffari tra Unione Europea e resto del mondo potrebbero essere applicati, ciò vorrebbe dire che le bevande alcoliche sarebbero tra i beni sottoposti a barriere tariffarie più elevate e che potrebbero venire preferiti dunque prodotti proveniente da paesi extraeuropei.

Le soluzioni

Ovviamente, le conseguenze di Brexit riguarderanno anche il Regno Unito. Per questo il governo britannico ha già cominciato a lavorare su ogni possibile scenario. Una delle ultime decisioni prese dal governo dello UK che andrà a favore dei produttori italiani è la sospensione di alcuni documenti per le importazioni. In pratica, nel caso in cui il Regno Unito e l’Unione Europea non trovassero un accordo, lo UK sospenderà per nove mesi il modulo VI-1 – il documento richiesto dal Regno Unito per le importazioni di vino dall’Unione Europea. La sospensione del documento faciliterà l’entrata degli alcolici stranieri nel paese, riducendo anche i costi delle singole bottiglie (fonte The Grocer). La decisione, recepita come una grandissima vittoria dalla Wine & Spirit Trade Association e in particolare dal suo Chief Executive, Miles Beale, è sicuramente un segnale positivo di come il futuro potrebbe essere più roseo di quello che sembra.

 

Sarà proprio Miles Beale, durante wine2wine 2019, a spiegare ai produttori italiani come affrontare la situazione dall’altro lato della barricata: come cambieranno le relazioni commerciali tra Italia e Regno Unito? Che strategie di mercato dovrebbe adottare una cantina in caso di no deal Brexit? Queste e altre domande troveranno risposta appunto a wine2wine 2019, durante la sessione “Brexit and market strategy for Italian wine producers” che si terrà il 26 novembre alle 14:15.

Dai un’occhiata al resto del programma!

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