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23-24 Novembre 2020
wine2wine
Christophe Heyen

Christophe Heynen

Christophe Heynen

Christophe Heyen

Managing Director

Christophe Heynen è attualmente residente in Belgio con la moglie e due figli. È cresciuto e ha vissuto tra Belgio, Stati Uniti e Svizzera.

È fondatore e Amministratore Delegato di Gustoworld Belgium, nonché proprietario e membro del consiglio di amministrazione di diverse aziende per l’importazione di vino in Francia, Lussemburgo, Svizzera e Belgio. Gustoworld è un importatore di vini pregiati celebre e influente, molto attivo specie in Belgio e Francia.

Christophe è un ex-alunno dell’Ecole Hôtelière di Losanna, in Svizzera, dove si è laureato nel 1998 in Hotel and Restaurant Management (HES). Dopo un’esperienza professionale nel settore hospitality in Canada e negli Stati Uniti, Christophe è tornato in Europa e ha iniziato la sua carriera nel settore del vino all’interno della propria azienda. Christophe ha tenuto conferenze in diversi business club e scuole prestigiose del Belgio e ha partecipato a numerosi concorsi enologici in qualità di giudice. Ha conseguito il diploma WSET e dovrebbe diventare presto il prossimo MW belga, avendo superato con successo gli esami pratici e teorici dell’Istituto di Master of Wine nel 2018 e consegnato la propria tesi di ricerca finale in luglio 2019.

"I cambiamenti nel mercato del vino in Belgio"

Il Belgio, un mercato maturo per il consumo di vino, è un paese piccolo ma dinamico, dove le imprese hanno goduto di vendite stabili grazie alla fedeltà ai marchi nutrita culturalmente nel corso degli anni. Tuttavia, questo paese sta recentemente affrontando cambiamenti piuttosto drammatici nel consumo e nelle scelte del vino. Questo fenomeno si sta intensificando, mettendo a rischio molti degli operatori tradizionali e il volume d’affari per il settore. Mentre una decina di anni fa i consumatori acquistavano ripetutamente gli stessi vini, sempre più spesso oggi desiderano, o addirittura richiedono, varietà. Questa ricerca costante della novità è il risultato diretto della rivoluzione indotta dalle attuali tendenze digitali complessive e dai cambiamenti culturali ad esse inerenti.

Sembra che i consumatori abbiano perso il legame con la realtà della produzione vinicola. Un aumento di prezzo a causa di un’annata difficile? Non importa, il consumatore sceglierà o un vino di un’altra regione/paese o anche un’altra bevanda! Non avete abbracciato il biologico? Stessa cosa. Non producete vini “naturali”? …Rossi più leggeri? Preoccupazioni per la salute? Tasse più alte? Regolamenti più severi? Influencer? Vendite online? Tendenza green/bio? Rosé? Ibridi?

Le mode cambiano, e il consumatore va dove gli pare. Il risultato è percepibile in questo mercato altamente competitivo e saturo: la distribuzione è sempre più frammentata, i volumi sono in calo per chi opera nel settore vinicolo tradizionale, inclusa la GDO. Quali lezioni possono trarre i produttori? Come possono mantenere le vendite nel lungo termine? È una questione legata alla produzione? Alla distribuzione? All’immagine? Su cosa devono riflettere per rimanere competitivi in questo piccolo ma interessante mercato?

 
 

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