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Aste: la tua finestra sul mercato del vino

Il mercato delle aste dei vini è uno dei più importanti indicatori dell’andamento del mercato del vino stesso. Per questo conoscerne le tendenze ci aiuta ad avere una visione completa del settore. Prendendo spunto dalla sessione di wine2wine 2018 “Vini e superalcolici all’asta” di Austin Zhang, Direttore Vendite della Zachys Fine Wine, abbiamo scritto questo articolo per spiegarti meglio questo fenomeno in crescita.

Le aste di vini sono un canale sempre più gettonato per accaparrarsi bottiglie pregiate altrimenti introvabili sui canali tradizionali. Secondo dati raccolti da Wine Spectator, nella prima metà del 2019 le principali case d’aste hanno battuto bottiglie per un valore complessivo di 233,8 milioni di dollari, l’1% in più di un 2018 da record. Tendenza che conferma come questo settore, facente parte indiscutibilmente dei beni di lusso, non conosca crisi. Sia dall’Italia che dal resto del mondo, i collezionisti non comprano solo per capitalizzare valore e conservare, ma banalmente, anche per le occasioni speciali. Cosa viene comprato e per quali prezzi però, è utile per comprendere meglio le tendenze del mercato del vino.

I vini più venduti

Dalla Seconda Guerra Mondiale è il Bordeaux a dominare questo tipo di piazza, sia in termini di volume che di prezzi. La situazione è cambiata drammaticamente nel 2011, quando il mercato ha dovuto assestarsi ad un crescente interesse da parte dei consumatori asiatici. Durante questo periodo, il primato del Bordeaux passò al Burgundy, che cominciò quindi a catturare l’attenzione dei collezionisti. Negli ultimi sette anni, mentre i Bordeaux hanno cercato di recuperare la loro posizione, i Burgundy si sono rafforzati e addirittura quest’anno sono stati venduti a prezzi record.

I poli d’attrazione

Se fino al 1999 il centro del settore era stata Londra, da quell’anno l’attenzione si sposta su New York, dove rimane per una decina di anni. Negli Stati Uniti l’auction market è strettamente legato a quello finanziario e infatti, con la crisi del 2009, anche il settore delle aste era andato a rallentare: nei primi anni ’10, la stessa bottiglia di vino che ad Hong Kong costava una cifra spropositata, veniva venduta per molto, molto meno a New York. La crisi americana ha rafforzato il mercato asiatico e così anche il suo mercato delle aste di vini, che ruotava (e ruota) principalmente attorno ad Hong Kong. Tra il 2008 e il 2010 – grazie anche ad una riforma attuata dal governo della regione che tolse tutte le tasse di importazione sui vini – il mercato della ex colonia britannica esplode. Il primato è però destinato a durare poco e già nel 2011 è di nuovo New York a vendere le bottiglie più pregiate. L’aspetto più interessante di questo ritorno? Il fatto che sia stato provocato proprio dai compratori asiatici, che in quegli anni cominciarono ad arricchire le loro collezioni comprando dall’estero. Per quanto riguarda il continente europeo, l’unico centro rilevante rimane Londra, che al contrario delle sue controparti ha mantenuto una certa stabilità durante tutto l’ultimo decennio.

Il panorama italiano

Nell’ambiente, i vini francesi la fanno da padrona, con il valore medio di una bottiglia d’Oltralpe che supera di gran lunga quello di una italiana. In generale, è proprio il divario di prezzo tra una bottiglia francese e una dal resto del mondo ad essere tuttora immenso. I nostri cugini dispongono di molti prodotti che possono arrivare a cifre sopra le migliaia di euro per bottiglie da 750 ml: numeri inarrivabili per qualsiasi vino da qualsiasi altro paese. Al secondo posto comunque, ci posizioniamo noi. Ad andare all’asta sono delle tipologie ben precise di vini: produttori che hanno ormai acquistato il ruolo di “punto di riferimento” qualitativo per la loro zona, denominazione o tipologia e che hanno mantenuto nel tempo credibilità e costanza, diventando addirittura dei veri e propri oggetti non solo di culto ma anche di investimento. Alcuni esempi italiani che rispecchiano tutte queste caratteristiche sono il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino Biondi Santi, i Supertuscan Masseto, Sassicaia e Ornellaia, gli Amarone Dal Forno e Quintarelli, solo per citarne alcuni.

Ogni produttore di vino dovrebbe sempre tenere d’occhio le vendite delle aste di vino più prestigiose. All’ultimo evento di Christie’s Hong Kong si sono venduti dei vini bianchi dall’Italia? Attenzione, potrebbe essere un chiaro segnale di come il mercato cinese si stia scostando dall’ossessione per i rossi che l’ha sempre caratterizzato. E ancora, come interpretare il fatto che la Gelardini & Romani Wine Auction ha venduto in Asia tre magnum di Sassicaia della mitica annata 1985 per 13.000 euro lo scorso 14 aprile? Questa incredibile vendita d’asta potrebbe confermare che il primato francese in Cina stia effettivamente cominciando a crollare.

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