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23-24 Novembre 2020
wine2wine
Angelo Peretti

Angelo Peretti

Angelo Peretti

Angelo Peretti

Giornalista, direttore responsabile di InternetGourmet.it

Angelo Peretti è un giornalista italiano. Si occupa del settore del vino dagli anni ’80. Dirige il web magazine InternetGourmet.it. È l’autore dei piani strategici di alcuni Consorzi di tutela italiani, tra i quali quello del Chiaretto e Bardolino, per il quale ha elaborato il progetto della cosiddetta “rosé revolution”, che ha portato il Bardolino Chiaretto a diventare il leader assoluto tra i vini rosa italiani a denominazione di origine. È tra gli ideatori di Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, fondato nel marzo del 2019.

"Di che colore è il tuo rosé?"

Il rosé sta sperimentato un rinascimento… o un “rosé-scimento”? Negli ultimi 25 anni, il consumo di vino rosato è triplicato in tutto il mondo. Di ogni tre bottiglie acquistate, una è di rosé. In controtendenza rispetto a ciò che un tempo si pensava significasse qualità, più pallido è il colore e più pregiato è il vino. Per i consumatori attuali, pesca, melone, mango, pomelo, mandarino e ribes rosso sono i colori preferiti per i vini rosati della Provenza, regione francese leader mondiale per il rosé premium.

Di che colore è il tuo rosé? Gli italiani stanno producendo quantità maggiori di vino rosato, ma ne consumano meno di qualunque altro paese europeo. Spesso non si considera il fatto che l’Italia ha una storia davvero lunga – da epoche greca e romana, da nord a sud – in materia di rosato, Chiaretto e Cerasuolo.

Cosa c’è dietro questo boom del rosé e perché ora? Quale potrebbe essere il posto dell’Italia in questo quadro? La moderna e più accessibile tecnologia ha trasformato il rosé da un sottoprodotto o blend di vini bianchi e rossi in un focus, permettendo agli enologi di estrarre solo aromi e sapori da uve a bacca rossa mature e non il colore. Allo stesso tempo, i giovani consumatori e le donne stanno giocando un ruolo sostanziale nella sua popolarità, attratti dal fatto che sia un vino accessibile e libero dal peso di una tradizione importante. I produttori VIP come Brad Pitt e Angelina Jolie col loro Chateau Miraval hanno aggiunto un’aura di glamour.

Il rosé costituisce solo un capriccio enologico “Instagrammabile” o una moda destinata a durare? È solo una bevanda o può essere un vino significativamente legato al terroir? Quali sono le differenze che interessano il rosé nei principali mercati mondiali, dall’Europa a Stati Uniti e Asia?

La presentazione risponde a queste domande e discute il posizionamento del rosé italiano in alcuni dei più importanti mercati di esportazione. Negli Stati Uniti, dove il rosé si colloca al di sopra di altre categorie per crescita percentuale sia in volume che in valore, le vendite di vino rosato da tavola hanno da sole fruttato 500 milioni di dollari nel 2018, con i produttori statunitensi e francesi in testa con il 45% ciascuno (contro il solo 4,5% rappresentato da produttori italiani).

Robert Camuto e Angelo Peretti hanno scritto e parlato a lungo del rosé e ne conoscono le principali aree di produzione a livello mondiale, dalla Francia all’Italia. Camuto, autore enologico che ha vissuto 15 anni in Provenza, parla di cosa ha portato il boom del rosé provenzale, delle caratteristiche che contraddistinguono questo vino e delle lezioni che l’Italia potrebbe imparare da esso. Peretti, portavoce dell’l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, un nuovo consorzio per la ricerca, lo sviluppo e la promozione dei diversi vini rosa storici del Paese, parlerà della cultura rosé perduta e del futuro del rosa italiano.

 
 

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