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IL BLOG DI WINE2WINE

Come distinguere il proprio brand in un mercato competitivo

[fa icon="calendar"] 1-apr-2016 9.30.00 / by redazione wine2wine

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MARKETING & COMUNICAZIONE

Oggi molte cantine producono vini di alta qualità, hanno ottimizzato i processi produttivi e di stoccaggio e sono presenti sui mercati nazionali ed esteri. Eppure molte di queste realtà devono quotidianamente scontrarsi con il problema della concorrenza e di un mercato oramai saturo, dove i clienti faticano ad orientarsi, acquistando spesso senza valutare con attenzione tutti gli elementi di un prodotto.

Allora come distinguere il proprio brand in un mercato sempre più competitivo? Come emergere rispetto alla concorrenza, facendosi notare e conquistando una propria nicchia?

Alcune indicazioni utili posso arrivare dalla strategia dell’Oceano Blu.

Questa strategia, descritta nell’omonimo libro di W. Chan Kim e Renée Mauborgne, in sintesi prevede che le aziende possano ottenere dei vantaggi non battendo gli avversari, ma creando degli oceani blu, cioè affrontando dei mercati inesplorati. A volte infatti non conviene gettarsi nella mischia e combattere in un contesto competitivo, che gli autori definiscono "oceano rosso", bensì conviene creare uno scenario nuovo, rispondendo a domande inascoltate.

Secondo questa logica, per far emergere il proprio brand non c'è bisogno di grandi investimenti o di muovere ingenti somme di denaro verso l’ufficio marketing e pubblicità, ma può essere sufficiente puntare sulla creatività e su una strategia che muova la propria offerta verso sentieri che altri ancora non hanno esplorato

Quindi non si tratterà più di affrontare i brand competitor su uno stesso piano, ma bisognerà trovare nuovi spazi in cui muoversi, dove le altre aziende possano diventare inoffensive. Queste infatti continueranno a "nuotare nell’oceano rosso", mentre nell'oceano blu si potrà lavorare in un ambiente nuovo, ricco di opportunità, nato dalla capacità di mettere in discussione un business model non più efficace.

La forza (negativa) della routine

Molto spesso capita di dire o pensare che una certa cosa, o un certo comportamento, vanno bene perché si è sempre fatto in quel modo e ci si chiede perché mai si dovrebbe cambiare.

In realtà, per la promozione di un brand, la routine può rappresentare un grande nemico.

In un settore iper congestionato come quello del vino, infatti, può non essere sufficiente puntare solo sulle caratteristiche che già conosciamo e che ci contraddistinguono, come la tradizione o la qualità delle materie prime.

Questi di certo possono essere dei punti di forza. 

Ma ci siamo mai chiesti se lo sono davvero? Se siamo riusciti effettivamente ad incanalare il vantaggio competitivo in una comunicazione reale? Se le persone sanno cosa si fa nella nostra cantina e come viene prodotto il nostro vino? 

Un buon punto di partenza per uscire dalla routine è quello di iniziare a prendere una consapevolezza reale della propria  azienda. Per fare questo si può sfruttare lo strumento dell’analisi SWOT.

Di cosa si tratta?

L’analisi SWOT è un modello che permette di analizzare i punti essenziali della propria vita aziendale. 

E' uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un'impresa (fonte: Wikipedia).

Punti di forza, punti di debolezza, opportunità e minacce.

L’obiettivo dell'analisi SWOT è di dare consapevolezza all’azienda di quello che possiede, di quello che la circonda. E cerca di suggerire gli strumenti giusti per raggiungere l’obiettivo finale anche attraverso una organizzazione dei fattori interni ed esterni.

  • Punti di forza: fattore interno, gli elementi utili per raggiungere l’obiettivo.
  • Punti di debolezza: fattore interno, i freni per raggiungere l’obiettivo.
  • Opportunità: fattore esterno, quello che ci può aiutare.
  • Minacce: fattori esterni, elementi negativi che ci possono frenare.

Definito l’obiettivo, l’analisi SWOT permette di attivare una riflessione che si divide e sviluppa in forme differenti: come sfruttare i punti di forza e le opportunità? Come abbinare questi elementi per ottenere ulteriori vantaggi? Come limitare e convertire i punti di debolezza? Come identificare le minacce e magari trasformarle in opportunità?

Lavorare sul proprio brand non è semplice. Spesso tutto inizia con un’operazione di rebranding, di aggiornamento del lavoro svolto fino ad un certo punto della propria vita aziendale, cercando di razionalizzare le caratteristiche distintive della propria azienda: esperienze, conoscenze, tradizioni. Tutte informazioni che già esistono, che rappresentano la storia di un'azienda, ma che spesso rischiano di essere dimenticate o di non essere adeguatamente valorizzate.

Il brand del proprio vino deve essere identificabile, si deve distinguere ovunque. Dovrebbe essere sufficiente uno sguardo. Per questo è necessario avere dei colori chiari, un naming e un pay off che riescano a comunicare la propria identità. E soprattutto bisogna fare in modo che tutti questi elementi siano allineati con i valori della propria azienda: quindi non solo un blog o una pagina Facebook, ma prima di tutto un’identità forte. 

Topics: Marketing & Comunicazione Vino

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